Nel gennaio di quest’anno scrissi: I centri di ricerca pubblici, università e Centro Ceramico assieme ai laboratori privati, ai costruttori di strumenti e di impianti devono, non solo dialogare, ma lavorare assieme per la formazione di un “polo tecnologico” capace di ridare slancio e innovazione tecnologica all’intero processo ceramico. Ora si discute se realizzare una struttura con finanziamenti pubblici, cioè sempre nostri, e chiamarla “TECNOPOLO”. Era ed è mia convinzione che solo a fronte di idee chiare sugli indispensabili contenuti e sui soggetti privati e pubblici interessati a questa forma di “innovazione culturale” si possa passare alla fase realizzativa di un nuovo centro di ricerca.
Fonte:
Riccardo Prini a proposito del Tecnopolo