“Nel corso dell’ultima settimana la notizia di un social network inglese che recluta “bambini-buzzer” ha fatto il giro di magazine e blog. Sono esplose le polemiche intorno all’idea che bambini anche di sette anni possano essere retribuiti per un’attività di marketing che alcuni codici etici del web vietano drasticamente. Dubit , questo il nome del sito che raccoglie al suo interno diversi servizi, tra cui il social network incriminato, si difende spiegando che la registrazione al sito deve essere autorizzata da parte dei genitori nel caso di utenti minori.
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Per approfondire consulta articolo originale:
Baby-buzzer. In Inghilterra il sito Dubit paga i giovani promoter
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