Secondo alcuni rapporti,sono più di settecentomila,negli ultimi anni che hanno fatto le valigie per trasferirsi dal sud al nord Italia.Questo esercito di giovani e non più giovani,hanno in comune tutti lo stesso sogno:lavorare.L’unica certezza di un passo cosi’ difficile,quello di lasciare la propria terra,è quella forse di trovare un lavoro precario,cosa praticamente impossibile al sud.Un sud,quello italiano, in cui mancano del tutto le politiche giovanili,un sud ancora dominato dalle mafie,un sud dove ti sembra di essere ancora in una sorta di ambito medievale,in più imbruttito da degrado e abbandono.Partono,questa volta con gli zaini firmati e il telefonino di ultima generazione,consci che la loro destinazione ha ben poco da offrire in ambito lavorativo e umano.Partono silenziosamente verso le città del nord Italia,ma anche del nord Europa,cercando magari all’estero quello che non hanno avuto nel loro paese,cioè un’affermazione del merito e diritto che i governi italiani non hanno saputo dare,che invece di puntare sull’istruzione e sulla formazione,tagliano proprio in questi settori.Ma i problemi più gravi li devono affrontare quelli che restano al sud Italia,perchè perdono ogni speranza di trovare un occupazione,arrivando anche a non cercare più e a non iscriversi nei registri dei disoccupati,uscendo dal mercato del lavoro senza provare più a rientrarci.Il problema più grande di questo disastro è che il governo oltre a non far nulla per arginare questo fenomeno,sottrae sempre più soldi al mezzogiorno,con vari interventi urgenti.L’effetto lega è sempre più evidente.

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Il sud delle meraviglie