Ha un nome da Belle Epoque o da Repubblica di Weimar, da artista decadente di cabaret insomma e invece è una delle menti più illuminate per quanto riguarda gli sviluppi tecnologici dei nostri tempi, che tante volte ha precorso con sue invenzioni o “profezie”; si chiama Raymond Kurzweil ed è colui che negli anni ottanta descrisse, senza suscitare particolare interesse Internet così come al conosciamo oggi, oltre ad aver inventato cose come il riconoscimento vocale o l’OCR, la lettura ottica dei caratteri stampati e mille altre. Ora ci parla di un futuro in cui, presto, le nanotecnologie saranno pervasive così come lo è ora Internet e in cui sarà possibile, ad esempio, effettuare il backup di ciò che abbiamo nel nostro cervello e, visto da chi arriva la “profezia”, c’è da credergli.

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Grazie alle nanotecnologie presto il backup della mente umana
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