A volte ritornano (in Italia di continuo). Silenti, i paladini della difesa del copyright , ciechi demolitori degli spazi liberi di Internet , detentori e custodi dei più anacronistici diritti riproposti sulla rete, nelle vesti dei governanti di questo paese e delle lobby che essi rappresentano che confondono Internet per un medium broadcast , e Google per un drammaturgo ucraino. Dalla distorta interpretazione di una direttiva europea, il governo, nell’aprile scorso, propose un’assurda iniziativa di controllo della rete e di tutti i siti Web , inserita nel famigerato decreto Romani , che in seguito alle proteste nazionali e internazionali del mondo di Internet e dell’opinione pubblica sembrava fosse stata archiviata

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Rispunta la legge sul controllo di Internet, decreto Romani al vaglio dell’Agcom