In quest’ultima settimana si stanno rincorrendo varie voci che parlano di un imminente ritorno online di Megaupload e Megavideo, già dal giorno seguente alla notizia della chiusura dei due siti e all’arresto di Kim Doctom e dei suoi collaboratori sono sorti dal nulla svariati siti che si sono dichiarati gli eredi legittimi di Megaupload perchè creati a loro detta dagli stessi dipendenti del vero Megaupload. Il sito su cui la maggior parte degli utenti dell’ormai ex Megaupload stavano puntando la loro attenzione è anonyupload , le prime indiscrezioni in merito riferivano di un progetto portato avanti da una parte del noto gruppo hacker di Anonymous e i “sopravvissuti” del team di Megaupload, dopo circa una settimana dal lancio del sito l’indiscrezione è stata smentita a più riprese da più membri di Anonymous sul profilo ufficiale del gruppo su Twitter e in seguito è apparsa anche una notifica sul sito di file hosting.

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Megaupload e Megavideo sono tornati online ?
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Se agli italiani piace scaricare e-book pirata , diverso è il rapporto tra il belpaese e la musica dove, fa notare la FIMI, finalmente si è assistito ad un’inversione di tendenza molto interessate e positivo: nel 2011 il mercato della musica digitale è cresciuto del 22%, generando nel complesso circa il 21% del totale degli introiti del mercato musicale italiano. In contemporanea, il download illegale di musica è diminuito del 4%, diminuzione sulla quale non incide la chiusura dei vari cyberlocker quali megaupload o l’autocensura di Fileserve o Filesonc: in ogni caso, il fenomeno è ancora alto – fa notare la FIMI – essendo di circa il 23% la percentuale di italiani collegata alla rete che scarica materiale pirata. Ovviamente, con il crescere della musica digitale, si è assistito ad un nuovo declino del mercato dei supporti fisici: CD e altri supporti hanno visto un calo del 9% su base annua, facendo lanciare un allarme ai negozi tradizionali che non riescono più a gestire le centinaia di titoli che escono mensilmente (e quindi i grandi spazi necessari) e i pochi clienti

















