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Accordo tra Facebook e Polizia Postale Italiana

 

 

Ieri durante un’interrogazione parlamentare un deputato dell’ IdV chiede delucidazioni riguardo l’accorto tra la Polizia Italiana e Facebook apparso sull’espresso il 28 ottobre scorso. I termini dell’accordo prevedono, secondo il governo, che la polizia possa accedere ai profili delle persone iscritte a Facebook previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria. Tuttavia il dubbio è posto sul rispetto della privacy degli utenti e secondo Zazzera – il deputato IdV che ha posto la domanda – le autorità possono accedere ai profili senza l’autorizzazione da parte della magistratura

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Accordo tra Facebook e Polizia Postale Italiana

 

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Facebook risponde a D’Alia

 

In seguito all’approvazione dell’emendamento D’Alia, quelli di Facebook si sono fatti sentire. Ecco cosa dice testualmente il comma 1: Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

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Facebook risponde a D’Alia