set 13
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Biocarburanti. Fai un pieno d’estinzione!

 

 

Fai un pieno di diesel in Europa e, senza saperlo, diventi complice dei cambiamenti climatici, della deforestazione e dell’estinzione della tigre di Sumatra! Un rapporto di Greenpeace mostra come il diesel europeo viene regolarmente miscelato con i biocarburanti più dannosi per le foreste, cioè quelli prodotti da colza, soia e olio di palma.

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Biocarburanti. Fai un pieno d’estinzione!

 

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set 08
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La soia e la deforestazione: uno studio scientifico

 

L’espansione della soia in zone limitrofe alla foresta amazzonica, sta contribuendo alla perdita di foresta pluviale, avverte un nuovo studio pubblicato in Environmental Research Letters. La ricerca, che ha analizzato i cambiamenti nella copertura forestale attraverso il 761 comuni della brasiliana, ha rilevato che “la deforestazione nella foresta ai confini del bacino amazzonico è fortemente correlata all’espansione della soia nelle aree agricole, a sud e ad est.”

Per approfondire consulta la fonte:
La soia e la deforestazione: uno studio scientifico

 

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dic 28
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La soia si mangia l’Argentina

 

Le ruspe avanzano in tutta l’Argentina  del nord-ovest: dal Chaco, alle foreste dello Yungas alle Ande, gli alberi vengono abbattuti  il suolo spianato per fare spazio alla monocoltura della soia. Soia e zucchero sono i principali fattori della deforestazione. Entrambi i settori, sviluppati per rispondere alla crescente domanda da parte dell’industria alimentare, vedono ora una nuova ondata di espansione legata allo sviluppo del biodiesel

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La soia si mangia l’Argentina


set 29
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I petrolieri ai confini dell’Amazzonia brasiliana

 

Il Brasile ha annunciato il proprio impegno a ridurre la deforestazione del cerrado, la fascia arbustiva che circonda l’Amazzonia, ormai massicciamente distrutta dalla conversione agricola. Il cerrado, un’area grande quanto metà dell’Europa, si sta rapidamente trasformando in piantagioni di canna da zucchero e soia. In soli sei anni sono stati distrutti 120.000 chilometri quadrati di cerrado.

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I petrolieri ai confini dell’Amazzonia brasiliana