nov 15
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Fuori Google Labs, ritorna Google X!

 

 

Qualche mese fa sono stati chiusi i laboratori virtuali di Google, i Google Labs , grazie ai quali gli utenti potevano vedere cosa bolliva nella pentola della grande G. Oggi però viene una conferma da parte del New York Times che distrugge letteralmente i vecchi Labs: Google ha a disposizione ben 2 laboratori reali, denominati Google X , dove porta avanti sperimentazioni al di fuori del proprio standard, puntando su dispositivi fisici dalle potenzialità enormi: un esempio è la Google Car , l’auto che si guida da sola! Rodney Brooks , professore emerito al MIT , assicura che le tecnologie usate nei Google X sono avanzatissime e non puntano più sul settore iniziale di Google, ma direttamente sull’innovazione. Jill Hazerbacker precisa che “ investire in ricerca e progetti avanzati è una parte importante del Dna di Google.

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Fuori Google Labs, ritorna Google X!

 

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mar 30
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Google Street View: aggiunti i monumenti italiani

 

Google ha aggiornato la propria raccolta monumenti su Street View e quest’ultimi arrivano principalmente dall’ Italia . Non molto tempo fa sono stati inseriti gli scavi di Pompei ed ora si vanno ad aggiungere il Colosseo , i Fori Imperiali , il Ponte Vecchio , Santa Maria del Fiore , e la lista non finisce di certo qui ma si può consultare sulla pagina di Google Blog . La maggior parte dei monumenti arriva soprattutto da Roma e le immagini sono di una qualità buona.

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Google Street View: aggiunti i monumenti italiani


giu 17
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Anche gli Stati Uniti contro l’appropriazione dei dati delle reti wireless da parte di Google

 

Torna a far parlare il “danno” combinato da Google qualche mese fa. Il motore di ricerca aveva ammesso di aver rubato i dati delle reti wireless presenti nel tragitto della Google car (l’auto che scatta foto alle strade per il servizio street view ), la cosa non è piaciuta per niente ai paesi europei tanto che l’azienda di Mountain view si è vista recapitare una valanga di lettere di protesta (anche dei capi di stato del vecchio continente).      Dopo l’ Europa è stata la volta dell’ Australia , anche in questo caso si è ripetuta la medesima procedura (che, lo ricordiamo, oltre alla schedatura delle reti wireless presenti sul territorio, Google ha raccolto tutti i dati presenti nei router privi di password di accesso), con le conseguenti proteste da parte di politici e popolazione.        Il detto dice “non c’è due senza tre”, ed ecco che la brillante idea di Google ha fatto infuriare anche gli Stati Uniti . Ha parlare dell’accaduto ci ha pensato Richard Blumenthal , procuratore generale del Connecticut: “Violare le legittime aspettative di privacy da parte di proprietari di case e aziende è una problematica straordinariamente seria, e vogliamo tutta la verità quanto più presto possibile.

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Anche gli Stati Uniti contro l’appropriazione dei dati delle reti wireless da parte di Google